Cenni storici e radici della tradizione
Asuni, Asùni in sardo, è un comune della Marmilla, in provincia di Oristano, arroccato su una collina a circa 550 metri di quota nel cuore della Sardegna centro-meridionale. Il paese domina la valle del Rio Mannu e conserva un centro storico in pietra basaltica con stradine strette e case a corte chiusa, tipiche dell’architettura rurale della regione. Il territorio è caratterizzato da un paesaggio collinare con campi di grano, oliveti e vigneti, ed è punteggiato di testimonianze nuragiche che attestano un’occupazione umana millenaria.
L’etimologia del toponimo è incerta e si divide in tre ipotesi principali. La prima fa derivare il nome dal termine latino agaso (in sardo asone), con il significato di “custode del branco”. La seconda ipotesi richiama un’origine fenicia dalla parola Asun, significante “sito insalubre”, forse in riferimento a un incendio che avrebbe devastato l’antico insediamento. La terza collega il toponimo al gentilizio latino Asonius — da cui derivano anche i cognomi sardi Asoni e Asuni — ipotizzando che il nome appartenesse a un antico proprietario romano di una villa nella zona.
Abito femminile
L’istiri bellu (abito festivo) di Asuni si caratterizza per il doppio copricapo: il muccadori ‘e seda, un fazzoletto quadrato in seta bianca stampata a fiori, indossato piegato a triangolo e annodato dietro la nuca, e il muccadori mannu, un fazzoletto quadrato in cotone marrone stampato a fiori, portato sopra con i lembi liberi o sollevati sul capo.
La camisa (camicia) è bianca in cotone, con ricami su colletto, petto e polsini. Il pabisceddas (corpetto) è in broccato blu a fiorami policromi, rifinito con passamaneria nera e dorata, e allacciato sul davanti con un nastro incrociato. La unnedda (gonna) è nera in seta stampata, arricchita nella parte inferiore da tre piccole balze in velluto nero. Il fasca (grembiule) è nero in seta, ornato da ricami policromi a motivo floreale.
Abito maschile
La berritta (berretta) è nera in panno, di forma tubolare con bordi arrotondati, lunga circa sessanta centimetri, e viene indossata ripiegata su sé stessa. La camisa (camicia) è bianca in cotone, ricamata su colletto, petto e polsini. Il corpettu (corpetto) è nero in panno, privo di abbottonatura.
I cratzonis (calzoni) sono bianchi in cotone, lunghi a metà polpaccio, e si indossano infilati nelle ghettas (ghette) nere in panno, che coprono il polpaccio e terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe. Il cratzonis de arroda (gonnellino) è nero in panno, pieghettato e lungo a metà coscia; una sottile striscia di tessuto unisce la parte anteriore e posteriore passando sotto il cavallo dei pantaloni. Le migias (calze) sono bianche in lana.
Tessuti principali
Seta, Broccato, Cotone, Panno, Velluto
Occasione
Feste patronali e sfilate folcloristiche