Cenni storici e radici della tradizione
Bitti, Vitzi o Bitzi in sardo, è un comune della Barbagia, in provincia di Nuoro. Il nome potrebbe derivare dal termine sardo che indica il daino, o dal latino vincti («vinti»). Le origini dell’abitato risalgono all’epoca romana, con il paese già curatoria del Giudicato di Gallura intorno al 1170. La policromia e il pregio dei tessuti distinguono l’abito tradizionale di Bitti, paese natale del politico Giorgio Asproni e celebre in tutto il mondo per il canto a tenore, patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Abito femminile
Nell’abito da sposa, s’este, il capo è coperto da s’issallinu, uno scialle nero e rosso in seta operata di forma quadrata con frange ai bordi, indossato piegato a triangolo e fermato all’acconciatura — i capelli raccolti in una crocchia detta su curcuddu — con spilli; oppure da su muccatore, un fazzoletto in fresco di lana ricamato a motivi floreali in canutiglia dorata. Sa camisa, bianca in cotone, è arricchita da ricami ad ago e a intaglio, con l’ampiezza ridotta da una plissettatura su petto, giromanica e polsini decorata da su coro, motivi geometrici ottenuti tessendo filo nero tra le trame; i polsini inamidati si rivoltano all’esterno e il collo si chiude con due bottoni in filigrana d’oro, sos buttones. Su solopattu, il corpetto giallo-arancio in panno, presenta applicazioni di velluto operato azzurro e velluto a righe bianche (su bullu), rifinito con ricami policromi in seta a punto inglese (puntu rizzu) che alternano piccoli semicerchi (sas aveddas) e freccette (sas ispattedas); sul retro, un’applicazione a forma di spiga è di buon auspicio; a struttura semirigida, si chiude davanti con gancetti ed essendo foderato può essere indossato da entrambi i lati. Su curittu, il giacchino rosso in panno sagomato e lungo alla vita, ha applicazioni in velluto operato di vari toni di verde e seta magenta; le maniche, aperte dall’ascella al gomito per lasciar uscire la camicia, terminano con uno spacco al polso; reversibile, mostra al dritto s’ala vona e al rovescio s’ala de s’iffake. Sotto, s’uresi ’e tela, il sottogonna bianco in cotone arricciato in vita, ha una balza ricamata a intaglio; s’uresi, la gonna nera in orbace, è fittamente pieghettata (a ghiriones) tranne che sul pannello frontale — la parte che fascia il bacino, s’intenta, è irrigidita e rivestita in velluto operato — e può presentare ampie balze in panno rosso e velluto, il cui numero variava con la classe sociale, arricchite da nastri in seta e velluto; le due tasche laterali, sas masculas, ne richiamano le rifiniture.
Nell’abito dei giorni festivi, su mesu este, il capo è coperto da un fazzoletto nero e rosso in raso operato a motivi floreali, piegato a triangolo con i lembi incrociati sotto il mento e fermati all’altezza delle orecchie. Sa pettorina, il busto bianco in cotone a fascia, si ferma alla schiena con laccetti; l’ampiezza al collo, ridotta da una plissettatura ricamata ad ago e a intaglio con i disegni geometrici in filo nero (su coro), si chiude con bottoni in filigrana d’oro. Su solopattu, simile a quello da sposa, è giallo-arancio in panno con ricami policromi, chiuso da gancetti e reversibile, rifinito internamente da una bordatura in velluto operato blu. Sa gianchetta de vrennizzatu, il giacchino nero in velluto operato lungo alla vita, è bordato con fettuccia marrone e nera, arricchito da rifiniture floreali dorate e perline marroni, privo di abbottonatura. S’uresi, la gonna nera in panno, è pieghettata (a ghiriones) con il pannello frontale rifinito da un gallone dorato e due balze bordate con passamaneria beige, indossata con l’anello (s’aneddu) in oro e corniola.
Abito maschile
Nell’abito da sposo, sa berritta, il copricapo nero in panno, tubolare e dai bordi arrotondati, lungo circa 70 cm, si porta lasciandola ricadere dietro il capo. Sa camisa, bianca in cotone, ha collo, petto e polsini arricchiti da ricami a sfilato, intaglio e filet, con la caratteristica plissettatura geometrica in filo nero (su coro) e la chiusura in bottoni di filigrana d’oro. Su solopattu, il corpetto rosso in panno bordato di velluto bordeaux, rifinito a punto inglese (puntu rizzu), ha applicazioni in velluto blu sul davanti e sulle spalle, mentre sul retro un’applicazione a spiga porta buon auspicio; si chiude alla spalla e sul fianco sinistro con gancetti. Su cappottu, nero in orbace, scampanato e lungo a metà coscia, con cappuccio, è bordato in velluto nero su polsini, risvolti e tasche, ed è privo di abbottonatura. Nell’abito festivo, indossato al posto del cappotto, una giacca nera in velluto sostituisce il mantello: bordata con fettuccia di raso nero e rifinita con gallone nero su tasche e orlo inferiore, è priva di abbottonatura e molto ampia nella parte bassa; cambiano anche i colori del corpetto rispetto all’abito da sposo.
Gioielli e Accessori
Tra i gioielli spiccano sos buttones in filigrana d’oro con turchese; sa zodia, il medaglione in filigrana d’oro con inserto in madreperla raffigurante un’immagine sacra, portato con un nastro di velluto o una catenina d’oro; su vermagliu, il fermaglio in oro con acquamarina e pendenti; sa corona, il rosario in filigrana d’argento e corallo (o con avemarie in madreperla) e medaglione al posto del crocifisso; una collana in oro con cammeo, dalle maglie particolari dette is pizzettas; s’abbaneddu, l’amuleto in argento con sfera d’ambra centrale e pendenti in corallo, portato contro il malocchio; e s’asca de seta, la fascia in seta indossata come cintura, ricamata a mezzo punto con motivi floreali.
Tessuti principali
Orbace, Panno, Velluto, Seta
Occasione
Abito festivo
Eventi
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5–6 settembre
Autunno in Barbagia a Bitti Scopri