Cenni storici e radici della tradizione
Bulzi, Bultzi in sardo, è un comune dell’Anglona, in provincia di Sassari. Il nome ha un’etimologia incerta e di probabile origine prelatina, forse collegata a radici comuni al sardo e all’etrusco, come gorth o gulth. Nelle fonti medievali il paese appare con varianti come Vulsi, Bulcj, Gulcei, Gulsevi, Gulte, Guloe e Gulsei; nel 1368 è citato nella Pace di Arborea, uno dei principali trattati della Sardegna medievale.
Il territorio collinare, ricco di olivastri e caratterizzato dai paesaggi tipicamente angolesi, conserva resti nuragici e testimonianze di insediamenti umani che abbracciano millenni di storia sarda. Il borgo, con le sue strette vie in pietra, offre uno scorcio autentico della vita tradizionale del Sassarese.
Abito femminile
L’abito femminile da sposa è tra le espressioni più eleganti della tradizione angolese. Sul capo si porta il muccaloru, un fazzoletto quadrato in seta bianca piegato a triangolo con i lembi liberi. Sotto, la camija è in cotone bianco con pizzo applicato su girocollo e polsini.
Il capo portante è l’imbustu, un bustino bianco in broccato a fiorami policromi, bordato con velluto nero e arricchito da passamaneria dorata. La struttura è formata da due parti simmetriche irrigidite con stecche di olivastro e unite da un’allacciatura fissa nella parte posteriore; la parte inferiore termina con una serie di alette che formano la baschina, mentre sul davanti è allacciato con un nastro incrociato bianco.
La gonna, sa unnedda, è in panno nero interamente plissettato a eccezione del pannello frontale coperto dal grembiule; è arricchita da trina con frange di perline nere e nella parte inferiore da una balza in velluto operato nero e viola su fondo verde. Il grembiule, la falditta, è in seta operata a motivi floreali neri, bordato con pizzo nero.
Abito maschile
L’abito maschile giornaliero è sobrio e si distingue per il contrasto tra il bianco e il nero. La berritta, tipico copricapo sardo, è in panno nero di forma tubolare, lunga circa cinquanta centimetri; si porta lasciata ricadere su una spalla. La camicia, entone, è in cotone bianco, pieghettata sul petto e con colletto alto. Il cosso è un corpetto nero in velluto con abbottonatura centrale.
I calzoni, ragas, sono in lino bianco, lunghi a metà polpaccio e infilati nelle ghette nere in panno, che coprono il polpaccio e terminano arrotondate, nascondendo parte delle scarpe, fissate sotto il ginocchio da un laccio. Sopra i calzoni si porta un secondo elemento chiamato anch’esso ragas: un gonnellino nero in panno, a pieghe, lungo a metà coscia, tenuto da una sottile striscia di tessuto che passa sotto il cavallo dei pantaloni. Completa l’abito la chintolza, una cintura in pelle marrone.