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Abito Tradizionale di Loceri

Provincia di Nuoro — Ogliastra

Cenni storici e radici della tradizione

Loceri, Loceri o Lotzeri in sardo, è un piccolo comune dell’Ogliastra, in provincia di Nuoro, adagiato tra le colline dell’entroterra orientale della Sardegna. Il paese confina con i comuni di Ilbono, Elini e Arzana, in un paesaggio di macchia mediterranea con sugherete e pascoli.

Sull’origine del nome si confrontano diverse ipotesi. Il sostrato protosardo suggerisce una derivazione dal termine lochera o dal sardo lecheri / lechere, che indica la Stachys glutinosa — la stregona spinosa o betonica —, una pianta aromatica tipica della flora locale. L’ipotesi latina ricollega invece il nome al gentilizio romano Locer, forse il proprietario di una villa o tenuta agricola nell’area. Più suggestiva è l’ipotesi etrusca, che lo collega ai Luceres, una delle tre tribù originarie dell’antica Roma di matrice etrusca. Infine, l’ipotesi toponomastica propone la derivazione da Locus aeris ("luogo del rame") oppure il riferimento a un antico insediamento scomparso noto come Luccieri.

Abito femminile

L’abito festivo di Loceri, estiri de is festas, è ricco e articolato. Il copricapo è lo sciallu ‘e conca, uno scialle quadrato con ricami floreali e frange lavorate a macramè sui bordi, piegato a triangolo e fermato con uno spillone a una fascetta di velluto nero, su vellutino. La camisa è bianca in cotone, ricamata a filet su collo, petto e polsini, con l’ampiezza ridotta da un punto a piccole V detto su fannu cau, chiusa al collo con due bottoni in filigrana d’oro. I cipponi completano il busto. La gonna comprende il suntanu, sottogonna bianca in tela di cotone grezzo (pisantinu), fermata in vita con lacci di cotone (is liongius) su una fascia impunturata (sa trincia); la fardetta in cotone stampato, interamente pieghettata tranne il pannello frontale (su telu ‘e nanti); e l’antaleni, grembiule nero in crespo di lana ricamato lungo il bordo e negli angoli inferiori.

In una seconda variante festiva il copricapo diventa su colori, un rettangolo rosso in panno con nastro blu in raso, ricamato a denteddas e tenuto da una catena in argento (is cancius de frenu). Il cossu è viola in raso bordato di passamaneria gialla (su cuncordu), con coccarde cucite sul dorso e chiusura a catena d’argento. La fardetta è verde in cotone stampato con due piccole balze e passamaneria in cotone operato; l’antaleni è in raso nero ricamato a intaglio. L’accessorio principale è l’agulla, spilla in filigrana d’oro.

Tra le varianti si distinguono l’estiri de sa fiuda (abito della vedova), con fazzoletto marrone in seta operata, giacchino blu in tibet e gonna beige in cotone stampato; l’estiri de su ‘ominigu (abito della domenica), simile al festivo con tonalità marroni e grembiule nero; e l’estiri de fittu (abito giornaliero), identico nella struttura al festivo ma interamente marrone, senza decorazioni né gioielli.

Abito maschile

L’abito maschile di Loceri è essenziale e costruito attorno ai tessuti scuri. La berritta è nera in panno, di forma tubolare lunga circa un metro, portata ripiegata su sé stessa. La camisa è bianca in cotone pieghettato, di fattura semplice, chiusa al collo con due bottoni in filigrana d’oro. Il cossu è in velluto nero con colletto e rifinitura dello stesso tessuto, due taschini laterali e bottoni dorati. La braga bianca sono calzoni in cotone a righe (nea), lunghi a metà polpaccio e infilati nelle ghette. La braga niedda è un gonnellino nero in fustagno con una striscia di tessuto (su cosciali) che unisce la parte anteriore e posteriore passando sotto il cavallo. Le cartzas sono ghette nere in fustagno con terminazione arrotondata, che coprono il polpaccio e sono fermate sotto il ginocchio con un laccio.

Tessuti principali

Cotone, Seta, Velluto, Crespo di lana, Fustagno, Panno, Raso

Occasione

Abito festivo e giornaliero