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Abito Tradizionale di Montresta

Provincia di Oristano — Planargia

Cenni storici e radici della tradizione

Montresta, Montrèsta in sardo, è un comune della Planargia, in provincia di Oristano, a 410 metri di altitudine sulla collina che domina la media valle del Temo. Il toponimo antico, tramandato nelle forme Montexa e Montecsa, è interpretato come “monte di grano” in riferimento alla fertilità della zona, sebbene un’ipotesi meno accreditata collochi le radici nel lessico fenicio. La storia moderna del paese è inseparabile dalla sua origine ellenica: nel 1746 circa cinquanta famiglie greche di origine maniota, in fuga dalla Corsica, ottennero da Carlo Emanuele III di Sardegna il permesso di insediarsi nell’isola. A partire dal 1751 fondarono il borgo di Villa San Cristoforo — rimasto noto come “Montresta la greca” — integrandosi nel tempo nella cultura locale e lasciando tracce nel culto di San Cristoforo Martire e nelle caratteristiche dell’abito tradizionale. Il centro storico conserva ancora la vecchia chiesa di San Cristoforo, affiancata da un più recente edificio di culto degli anni Sessanta, e i vicoli del paese sono animati da colorati murales.

Abito femminile

L’abito festivo femminile di Montresta si distingue per il predominante colore rosso. Sul capo si porta il muncaloru, un fazzoletto quadrato in lana stampata a fiorami, rosso, con frange applicate ai bordi: piegato a triangolo, incornicia il viso e viene fissato lateralmente con una spilla. La camicia, camija, è bianca in cotone con leggera plissettatura al girocollo e pizzo applicato su colletto, petto e polsini. Sopra si indossa il bustu, un bustino nero in broccatello a fiorami rossi e verdi, bordato con nastro di raso nero e allacciato sul davanti con un nastro rosso incrociato; la parte posteriore è rifinita con passamaneria dorata, mentre la struttura è irrigidita con listelli di canna sul retro e di ferro sul davanti. La gonna, munnedda, è rossa in panno, interamente pieghettata a eccezione del pannello frontale, coperto dalla falda, un grembiule nero in raso; la gonna è impreziosita da una balza in broccatello nero con passamaneria dorata.

Abito maschile

L’abito festivo maschile comprende la berritta, una berretta nera in panno di forma tubolare, lunga circa sessanta centimetri, che si indossa ripiegata più volte su sé stessa. Sul busto si porta la camisa, camicia bianca in cotone con pizzo applicato su colletto, petto e polsini, e sopra il corpette, corpetto nero in panno a scollatura a V e doppio petto, interamente bordato con passamaneria dorata e chiuso da due file di bottoni dorati centrali, una delle quali con sola funzione ornamentale. I caltzones, calzoni bianchi in cotone lunghi fino a metà polpaccio, vengono indossati infilati nelle gambales, ghette nere in panno che coprono il polpaccio, terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe, e sono fissate con un laccio sotto il ginocchio. A completare l’abito, le ragas, un gonnellino nero in panno pieghettato lungo a metà coscia, unito anteriormente e posteriormente da una sottile striscia di tessuto che passa sotto il cavallo dei pantaloni.

Tessuti principali

Panno, Broccatello, Cotone, Raso

Occasione

Feste religiose, sfilate folcloristiche

Eventi a Montresta

  • 19–29 aprile
    San Cristoforo Martire Vai →