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Abito Tradizionale di Nuraminis

Provincia di Cagliari — Nuraminisi

Cenni storici e radici della tradizione

Nuraminis, Nuràminis in sardo, è un comune del Nuraminisi, in Provincia di Cagliari. Il toponimo, attestato per la prima volta nel 1341 come de Noramine, ha origini preromane: le ipotesi principali lo riconducono all’elemento protosardo nur, con il significato di voragine, cavità o cumulo di pietre, in riferimento alla conformazione carsica del territorio e alla presenza di resti nuragici, oppure alla combinazione di nura/mura (mucchio di pietre) con il suffisso neolatino -mini, a indicare una zona sassosa o una pietraia. Il paese sorge nella fertile pianura campidanese, lungo la direttrice che collega Cagliari a Oristano, e il suo territorio conserva tracce di insediamenti sin dall’epoca preistorica, testimonianza di una frequentazione umana millenaria. Il patrimonio architettonico locale, con le sue chiese campestri e i resti di strutture nuragiche, riflette la continuità di questa comunità attraverso i secoli. L’abito tradizionale, con i colori vivaci del cossu ricamato e la gunnedda a righe rosse e blu, è ancora oggi simbolo dell’identità locale nelle principali ricorrenze religiose e nelle sfilate folcloristiche.

Abito femminile

L’abbigliamento femminile giornaliero si distingue per la ricchezza dei tessuti e la vivacità dei colori. Al capo si porta un muncadori (fazzoletto) rosso in cotone, di forma triangolare, che raccoglie i capelli e si annoda dietro la nuca; in alternativa si indossa un muncadori bianco in seta operata, quadrato e piegato a triangolo con i lembi liberi, oppure uno sciallu (scialle) marrone in cotone stampato con frange viola e verdi ai bordi. Il busto è composto da una camisa (camicia) bianca in cotone, pieghettata sul petto e arricchita da pizzo su petto e polsini, abbinata a un cossu (corpetto) in broccato beige a fiorami policromi, bordato con fettuccia rossa e allacciato sul davanti con un nastro rosso incrociato. La gunnedda (gonna) è rossa e blu a righe in cotone, interamente pieghettata a esclusione del pannello frontale coperto dal davantagliu (grembiule) in seta viola operata a fiorami; il bordo inferiore della gonna è ornato da due nastri in velluto nero e una passamaneria nera con perline.

Abito maschile

L’abbigliamento maschile, utilizzato sia nella quotidianità sia nelle occasioni festive, è caratterizzato dalla barritta (berretta) nera in panno, di forma tubolare e lunga circa sessanta centimetri, che si lascia ricadere su una spalla; un fazzoletto in cotone stampato rosso cinge la fronte e si annoda dietro il capo. Il busto comprende una camisa bianca in cotone con pizzo su petto e polsini e un cropettu (corpetto) nero in velluto con abbottonatura centrale. Ai pantaloni si abbinano i catzonis (calzoni) bianchi in cotone, lunghi a metà polpaccio e infilati nelle ghette, il cratzonis de arroba (gonnellino) nero in panno, pieghettato e bordato di velluto nero, lungo a metà coscia, e le cratzas (ghette) nere in panno, con risvolto superiore bordato di velluto, che coprono il polpaccio terminando arrotondate e nascoste in parte dalle scarpe.

Tessuti principali

Cotone, Seta, Broccato, Velluto, Panno

Occasione

Feste religiose, sfilate folcloristiche

I Balli Tradizionali di Nuraminis

Campidanese

Il Campidanese è il ballo tipico delle comunità del Campidano: una danza in coppia dal ritmo misurato, eseguita in cerchio con movimenti armonici e cadenzati che rispecchiano la solennià dell’abito festivo.

Campidanese di Nuraminis – anteprima video YouTube