Cenni storici e radici della tradizione
Osilo, Ósile in sardo, è un comune della Romangia, in provincia di Sassari, situato a 672 metri sul livello del mare. Il nome deriva dal termine Ogosilo, citato nei documenti medievali del XII secolo nel Condaghe di San Pietro di Silki; alcuni studiosi collegano la radice a termini di epoca prenuragica o protosarda, come Othila, di significato oggi sconosciuto, mentre un’altra ipotesi ricollega il nome al fenicio Oz-el (“fortezza di Dio”), legato alla posizione alta e rocciosa del luogo. A dominare il borgo sono il castello medievale dei Malaspina, edificato intorno al 1272, e la chiesa gotico-catalana di San Maurizio.
Abito femminile
Inaugurato in occasione delle nozze, era riservato anche a ulteriori occasioni di gala. Realizzato in tessuti preziosi come il raso di seta e il velluto di seta (terziopelo), abbonda di motivi floreali ricamati con fili di seta policromi e canutiglia dorata e argentata.
Uno dei dettagli più caratteristici è l’insieme di due copricapi. Il primo è un velo di tulle bianco ricamato, disposto in modo da incorniciare il viso e scendere a coprire parzialmente il petto. Sovrapposto vi è il caratteristico manto di velluto rosso a forma di semiluna, sa capita, rifinito con una larga cornice di raso bianco ricamato con fili di seta a fiorami di vario colore e bordato con un velluto beige.
La giacca, su grupitu, è di velluto rosso, chiusa sul davanti con bottoncini automatici. Dai lunghi polsini ricamati pende sa butonera, una fila di dieci o undici bottoni in filigrana d’argento per parte.
Il busto (s’imbustu), di raso bianco ricamato con fili d’oro, è reso rigido grazie a stecche di palma e, ai lati, da due piccole stecche di ferro; sul davanti viene legato con nastri di raso.
La gonna (sa faldeta) è di velluto rosso granato, arricciata in vita, con un’ampia balza inferiore di raso bianco ricamato con filo di seta a motivi fitomorfi, analoga al manto.
Abito maschile
A fare da contrappunto alla ricchezza del vestiario femminile, l’abito maschile di Osilo è tra i più semplici e lineari della tradizione sarda: comprende il classico copricapo di stoffa nero (sa berritta), il gilet in velluto nero (su cossu), il giubbottino in orbace nero, la camicia e i pantaloni di tela bianca rimboccati dal ginocchio nelle ghette in orbace nero (sas calzas) e il gonnellino nero a pieghe (sas ragas).
Tessuti principali
Velluto di seta, Raso di seta, Tulle, Orbace
Occasione
Feste religiose, sfilate folcloristiche
Eventi a Osilo
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6, 9 e 12 agosto
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