Cenni storici e radici della tradizione
Berchidda, Belchìdda in sardo logudorese e Bilchìdda in gallurese, è un comune del Monteacuto, in provincia di Sassari, alle pendici del Monte Limbara. Il nome è documentato nel 1346 come Berquilla; le teorie etimologiche lo collegano al nome proprio latino Vercilla, alle parole latine pergula (pergolato) o quercus (quercia), o a radici germaniche come berg (montagna), con possibili rimandi al vicino Limbara. Il territorio, caratterizzato da foreste di querce e macchia mediterranea, ha sostenuto nei secoli un’economia basata su pastorizia e viticoltura: Berchidda è oggi celebre per la produzione del Vermentino di Gallura DOCG. Ogni estate ospita Musica sulle Bocche, rassegna internazionale di jazz che porta artisti di fama mondiale tra i vicoli del centro storico.
Abito femminile
L’abito buono, estire onu, prevede al capo il fazzoletto muncaloru in seta operata beige, quadrato e piegato a triangolo con i lembi incrociati sotto il mento e fermati all’interno all’altezza delle orecchie. Su di esso si dispone lo scialletto, isciallittu, rosso vinaccia in seta con frange ai bordi, anch’esso piegato a triangolo con i lembi lasciati liberi.
La camicia, camija, è bianca in cotone con ricami sul petto; l’ampiezza del tessuto è ridotta su scollo e polsini da una fitta plissettatura su bastonette. Il corpetto, imbustu, è beige in broccato a fiorami dorati, bordato con velluto nero e arricchito da passamaneria dorata. È composto da due parti simmetriche unite alla schiena con fettuccia in lana rossa e chiuso sul davanti con nastro rosso intrecciato, sa cordonera.
La gonna, bunnedda affaldizada, è nera in panno e interamente pieghettata a esclusione del pannello frontale coperto dal grembiule. La falda, il grembiule, è nera in raso stampato.
Abito maschile
L’abito giornaliero prevede al capo la berretta, berritta, nera in panno, di forma tubolare con bordi arrotondati, lunga circa un metro e indossata lasciata ricadere dietro il capo.
La camicia, bentone, è bianca in cotone e plissettata sul petto. Il corpetto, cosse, è rosso in velluto con la parte posteriore in velluto marrone, a doppio petto.
I calzoni, caltzas, sono bianchi in cotone, lunghi a metà polpaccio e si indossano infilati nelle ghette. Il gonnellino, ragas, è nero in orbace, lungo a metà coscia; una sottile striscia di tessuto unisce la parte anteriore e posteriore passando sotto il cavallo dei pantaloni. Le ghette, caltzittas, sono nere in orbace, coprono il polpaccio e terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe, chiuse da gancetti interni. La cintura, chintorza, è marrone in pelle.
Tessuti principali
Seta, broccato, velluto, panno, orbace, cotone, raso
Occasione
Abito buono (festivo) per donna; abito giornaliero per uomo