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Abito Tradizionale di Bosa

Provincia di Oristano — Planargia

Cenni storici e radici della tradizione

Bosa, 'Osa nella forma contratta in sardo, è un comune della Planargia, in provincia di Oristano. Affacciata sul Mar Mediterraneo alla foce del fiume Temo — l’unico fiume navigabile della Sardegna — la città si sviluppa su una collina dominata dal Castello dei Malaspina, edificato nel XIII secolo dalla potente famiglia signorile. Il nome è di origine pre-indoeuropea: un’iscrizione fenicia del IX–VIII secolo a.C. riporta la forma Bs’n, riconducibile a un termine che indica un contenitore a forma di catino, a evocare la conformazione della valle in cui sorge il borgo. Nel medioevo Bosa fu un importante centro commerciale e vescovile, e il suo porto sul Temo era attivo scalo per i traffici marittimi. Il nucleo storico medievale, detto Sa Costa, conserva case colorate che si specchiano nelle acque tranquille del fiume. La borgata costiera di Bosa Marina è sorvegliata dalla Torre di Coltelazzo, antico presidio difensivo. La città è nota per la lavorazione artigianale della filigrana d’oro e per la produzione della Malvasia di Bosa DOC, uno dei vini passiti più pregiati dell’isola.

Abito femminile

Al capo si porta il velu, velo bianco in tulle di cotone di forma rettangolare con bordi smerlati e ricami in filo di seta; si indossa posando sul capo il lato più corto, con i lembi liberi.

Sul busto, la camija è una camicia bianca in cotone con ricami a intaglio su petto e polsini. L’imbustu è il bustino nero in velluto, ornato con applicazioni di paillettes, canutiglia d’argento e ciniglia; è composto da due parti simmetriche irrigidite con stecche di palma nana, unite da un’allacciatura fissa sul retro e allacciato con un nastro di raso rosso. Termina sul davanti con due punte rigide coperte dalla gonna. Il corittu è il giacchino nero in velluto bordato con passamaneria argentata; coprispalle di ridotte dimensioni che lascia in vista il bustino, con maniche arricchite da dieci grandi asole.

La unnedda è la gonna rossa in lana interamente plissettata, a eccezione del pannello frontale coperto dal grembiule; le pieghe sono raccolte in vita da un nastro nero in cotone e la parte inferiore presenta una balza bianca in raso. La falda è il grembiule nero in crespo di lana.

Abito maschile

Al capo si porta la berritta, berretta nera in orbace di forma tubolare con bordi arrotondati, lunga circa sessanta centimetri; si indossa lasciandola ricadere su una spalla.

Sul busto, la camija è una camicia bianca in lino, plissettata su colletto, giromanica e polsini. Lo zippone è il giacchino nero in velluto a doppio petto. Il collettu è una sopraveste in pelle conciata di vitello di colore marrone, con ampia scollatura e un’unica cucitura sulle spalle; lunga a metà coscia, copre il gonnellino sottostante.

I caltzones sono calzoni bianchi in lino, lunghi a metà polpaccio, da indossare infilati nelle ghette. Il ragas è il gonnellino nero in orbace, lungo a metà coscia, plissettato in vita e bordato con velluto nero; una sottile striscia di tessuto unisce la parte anteriore e posteriore passando sotto il cavallo dei pantaloni. I borzeghinos sono ghette marroni in pelle di vitello che coprono il polpaccio e terminano arrotondate, nascondendo parte delle scarpe; sono fermate di lato con lacci in pelle incrociati. La chinta è la cintura marrone in pelle.

Tessuti principali

Velluto, Lana, Cotone, Orbace, Lino, Pelle

Occasione

Abito festivo

I Balli Tradizionali di Bosa

Ballittu

Danza tradizionale della Planargia dal ritmo incalzante e sincopato, tra i balli più rappresentativi del repertorio folk di Bosa.

Ballittu di Bosa – anteprima video YouTube