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Abito Tradizionale di Burgos

Provincia di Sassari — Goceano

Cenni storici e radici della tradizione

Burgos, Su Burgu in sardo, è un comune del Goceano in provincia di Sassari. Il nome deriva dal latino medievale burgus — borgo, insediamento fortificato — e riflette le origini stesse del paese: fondato nel 1337 dal giudice Mariano IV d’Arborea come borgo di servizio ai piedi del Castello del Goceano, Su Burgu nacque attorno a questa possente fortezza medievale che dominava l’intera regione. Il castello, risalente all’XI secolo e potenziato dagli Arborea nel XIV, fu uno dei centri strategici del Giudicato d’Arborea nella sua secolare resistenza all’espansione aragonese. Nelle carte antiche e nella parlata locale, il nome indicava proprio la natura di borgo sorto a ridosso della roccaforte. Dopo la caduta del Giudicato nel 1420, la comunità sopravvisse conservando tradizioni, lingua e identità profondamente legate al territorio del Goceano.

Abito femminile

L’abito da sposa si distingue per la ricchezza dei materiali e la complessità dell’acconciatura. Il copricapo è composto da due strati: il muccadore ‘e fundu, un fazzoletto di cotone bianco che avvolge il capo trattenendo l’acconciatura — sos cuccales, due ciocche arricciate sulle orecchie unite da sa cadiana — e il muccadore ‘e seda, un fazzoletto quadrato di seta bianca piegato a triangolo, incrociato sotto il mento e annodato alla nuca con il nodo celato da una buffa. La fronte è incorniciata dalla tiazola (o sa tzaconnetta), una striscia di sottile cotone bianco, larga circa 20 cm e lunga un metro, avvolta più volte intorno al viso e fermata con spille e gioielli d’oro.

Sotto si indossano la camisola — sottoveste di cotone bianco con ampia scollatura in pizzo — e la camisa, camicia di cotone bianco con collo, petto e polsini ricamati e increspati (s’archittu), composta da due metà simmetriche lacciate sul retro e chiusa sul davanti con bottoni in filigrana d’oro.

Il corittu, giubbino di panno rosso, ha i bordi in raso nero dipinto a mano con motivi floreali e le maniche con esterno in velluto viola; presentano due aperture — dall’ascella al gomito all’interno del braccio, e dal gomito al polso all’esterno — attraverso cui affiora la camicia, con otto bottoni in filigrana d’argento (sa ‘uttonera de pratta) e asole foderate in velluto viola per braccio. Il giubbino si porta aperto sul davanti.

L’imbustu, piccolo corpetto di velluto o raso nero con bordi ricamati a motivi floreali, è formato da due metà cucite sul retro, irrigidite con stecche di giunco e allacciato in vita con un nastro; sul retro pendono nappe di cotone colorato ed è reversibile. La gonna, s’unnedda, è di panno nero con fitta plissettatura (sa dente) in vita che si apre verso il basso, fascia di velluto nero ricamato (sa chintula) e ampia bordura di seta nera fiorita (sa forra) nella metà inferiore; sotto si porta su cansiu, sottogonna bianca ricamata. Completa la gonna sa farda, grembiule di seta nera fiorita plissettato a nido d’ape, della medesima lunghezza.

Le tipologie dell’abito femminile variano in base allo stato sociale e al lutto. L’abito giornaliero riprende gli stessi elementi festivi con tessuti più semplici e senza ricami; il corpetto è irrigidito con filo colorato avvolto sulle stecche di giunco anziché foderato in velluto, e i bottoni sulle maniche del giubbino sono in metallo ordinario. L’abito da vedova, visibile nella fotografia, è interamente nero a eccezione della camicia bianca: sulla tiazola può essere posato un ampio scialle di raso nero con frangia, e i bottoni in filigrana possono essere intrecciati con nastro nero. L’abito da mezzo lutto differisce dall’abito da vedova per il corpetto e il giubbino, che recano una bordura in nastro di seta nera a motivi floreali, e per il grembiule in seta nera arricchito da motivi floreali dorati.

Abito maschile

L’abito maschile di Burgos si riconosce per l’elegante accostamento tra il panno nero, il velluto blu e il rosso. Il copricapo, sa berritta, è un berretto tubolare di panno nero, lungo circa 60 cm, con bordi arrotondati che ricadono dietro la testa. La camicia, s’entone, è di cotone bianco con collo, petto e polsini ricamati e increspati secondo la tecnica su bastonette, e si chiude al collo con due bottoni in filigrana d’oro.

Il corpetto, su corpette, è di panno rosso con il davanti in velluto blu e bordi in nastro di raso blu. I pantaloni, sos cartzones, sono di lino bianco tagliati a metà polpaccio e infilati nelle ghette. La gonnellina, sas ragas, è di panno nero con bordura interna in velluto blu scuro; arriva a metà coscia, ha due tasche laterali e una striscia di tessuto che collega il pannello anteriore a quello posteriore passando tra le gambe. Le ghette, sas cartzittas, sono di panno nero con bordo in raso blu, coprono il polpaccio con estremità arrotondate che ricoprono parzialmente le scarpe. Completa l’abbigliamento sa tzinta, cintura di cuoio nero con decorazioni stampate a fuoco e bordo in cuoio rosso, che si allaccia con due lacci detti sas corrias.

Tessuti principali

Panno, Velluto, Seta

Occasione

Abito festivo

I Balli Tradizionali di Burgos

Danza Burghesa

Ballo tradizionale del Goceano dal passo elegante e felpato, simbolo dell'identità folkloristica di Burgos.

Danza Burghesa di Burgos – anteprima video YouTube

Ballu Trincau

Ballo vivace del Goceano dal ritmo incalzante, tipico del repertorio tradizionale di Burgos.

Ballu Trincau di Burgos – anteprima video YouTube