Cenni storici e radici della tradizione
Escolca, Iscroca (o Scroca) in sardo, è un comune del Sarcidano, in provincia di Cagliari, posto a 416 metri sul livello del mare. Il nome deriva dal termine germanico-latino sculca / exculca, che in epoca bizantina designava le “scolche”, piccoli corpi di guardia e postazioni di vedetta eretti a protezione del territorio.
Il territorio reca tracce di frequentazione sin dall’età nuragica e romana, con resti di sepolcri antichi ancora visibili. Nel Medioevo Escolca faceva parte della curatoria di Siurgus, nell’ambito del Giudicato di Cagliari; con il declino del giudicato, nel 1258 passò sotto la dominazione pisana e nel 1323 fu inglobata nel sistema feudale aragonese come feudo dei Carroz, conti di Quirra.
Nei secoli successivi il paese entrò a far parte del marchesato di Mandas, elevato a ducato nel 1603, per poi passare ai Maza e ai Tellez-Girón fino all’abolizione del feudalesimo nel 1839. L’economia tradizionale si fondava sulla cerealicoltura, sull’olivicoltura e sull’artigianato tessile, con la produzione di manufatti al telaio che ha alimentato nel tempo la ricca tradizione del vestiario locale.
Abito femminile
Il copricapo è composto da due elementi sovrapposti. Il muncadori, fazzoletto quadrato in seta nera, è piegato a triangolo per raccogliere i capelli ed è annodato dietro la nuca; su di esso si posa lo sciallu, ampio scialle quadrato in seta operata viola e nero, anch’esso piegato a triangolo con i lembi liberi sulle spalle, rifinito ai bordi con frange lavorate a macramè.
La camisa (camicia) è in cotone bianco, accollata e pieghettata sul petto, lunga al ginocchio e di fattura volutamente semplice. Sul busto si indossa il cossettu, corpetto in seta operata viola con bordatura in fettuccia di cotone viola; la parte posteriore è arricchita da passamaneria con perline, mentre il davanti si allaccia con un cordoncino incrociato.
La gonna, gunnedda, è in cotone pesante a righe rosse e blu, denominato abordau, interamente plissettata ad eccezione del pannello frontale coperto dal deventali (grembiule) in seta operata viola bordato con pizzo nero.
Abito maschile
L’abito festivo maschile di Escolca è composto da più capi sovrapposti. La berritta è il berretto in panno nero dalla silhouette squadrata. La camisa è in cotone bianco con pizzo sul petto, al colletto e ai polsini. Il cropettu, corpetto in panno nero con la parte posteriore in seta, è chiuso con bottoni in argento.
I cratzonis sono i calzoni bianchi in cotone che arrivano al ginocchio; sopra di essi si indossano i cratzonis de arroda, il gonnellino in panno nero plissettato. Le ghettas, ghette nere in panno, completano il vestiario coprendo il polpaccio.
Tessuti principali
Seta operata, Cotone, Panno
Occasione
Abito festivo
Eventi a Escolca
-
30–1 maggio
Santu Simoni Vai →