Cenni storici e radici della tradizione
Esporlatu, Isporlatu in sardo logudorese, è un piccolo comune del Goceano, in provincia di Sassari, posto a 474 metri sul livello del mare. Il suo territorio ospita testimonianze nuragiche e, nel Medioevo, il paese fece parte del giudicato di Torres e della curatoria del Goceano, passando poi al giudicato di Arborea e, dal 1339, alla contea del Goceano sotto il dominio aragonese.
Abito femminile
L’abito femminile di Esporlatu comprende due varianti principali. L’istire ‘e sposa, abito nuziale e festivo per eccellenza, è caratterizzato dal velo bianco detto tiazola (o benda), che incornicia il viso e scende sulle spalle. La camisa è bianca in cotone con pizzo sul petto e ai polsini. Il corittu (giacchino) è in tessuto rosso con maniche in velluto viola scuro; l’imbustu, il corpetto nero, lo completa nella parte anteriore. La munnedda (gonna) è scura con un’ampia balza a damasco floreale in viola e rosso. La collana d’oro è l’accessorio principale.
La variante del mezzo lutto, l’istire ‘e mezu luttu, ripropone la medesima struttura in una cromia più sobria: velo, gonna e corpetto assumono toni di grigio, viola attenuato e nero, segnalando un periodo di lutto parziale senza abbandonare la forma del vestiario festivo.
Abito maschile
L’abito festivo maschile di Esporlatu, l’istire ‘e festa, è austero e di grande eleganza. La berritta è in panno nero, alta e dalla silhouette squadrata. L’entone (camicia) è bianco, ricamato sul petto e dotato di ampie maniche che conferiscono solennità alla figura. Il corittu è in velluto bordeaux con bordura floreale ricamata e finiture preziose. Le ragas (gonnellino) sono nere; sotto di esse si intravedono i caltzones in tessuto bianco che arrivano sotto il ginocchio. Le caltzas nere con bordo rosso completano l’insieme.
Tessuti principali
Cotone, Velluto, Damasco, Panno, Lino
Occasione
Abito festivo e nuziale