Cenni storici e radici della tradizione
Furtei, Futei o Futtèi in sardo, è un comune della Marmilla, in Medio Campidano. Il suo nome compare per la prima volta in un documento del 1341 come Frutey (ecclesie de Frutey): secondo l’interpretazione prevalente deriva dal latino, forse connesso a frutex (“arbusto”, “cespuglio”). Il territorio era già frequentato in epoca nuragica e romana, e nel Medioevo fece parte del Giudicato di Cagliari; passò poi alla baronia dei Sanjust, che la mantennero fino all’abolizione del feudalesimo nel 1839. Tra i monumenti spicca la piccola chiesa di San Biagio, risalente al XIII secolo, già parrocchiale del villaggio scomparso di Nuraxi. Ancora oggi il paese custodisce la tradizione della palma della Passione, che rievoca una pace stipulata nel 1605 tra le comunità di Furtei e Nuraxi.
Abito femminile
Sul capo si porta il muccadori mannu, un ampio fazzoletto marrone in cotone stampato di forma quadrata, arricchito da frange applicate lungo i bordi e rifinito con raso azzurro; si indossa piegato a triangolo con i lembi liberi.
La camisa, la camicia bianca in cotone, è plissettata sul giromanica e sui polsini, con sottili pieghe sul petto; i polsini sono ulteriormente rifiniti con pizzo applicato. Scende lunga fino al polpaccio.
Il cossu, il corpetto verde in broccato a fiorami policromi, è bordato con fettuccia azzurra e arricchito da varie passamanerie, canutiglia d’argento e paillettes d’oro. Nella parte posteriore tre fettucce — due viola e una celeste — formate a croce sono rifinite da ricami; davanti è allacciato con un nastrino blu incrociato e abbellito da una catena d’argento, le ixioghettas.
La gunnedda, la gonna in cotone pesante (bodrau), è tessuta a righe rosse e azzurre ed è interamente plissettata, tranne il pannello frontale coperto dal grembiule. Il bordo inferiore è rifinito da tre nastri di velluto nero. Il davantali, il grembiule in seta operata a motivi floreali neri, completa l’abito con i bordi in velluto nero.
Abito maschile
La camisa, la camicia bianca in cotone, è di fattura estremamente semplice. Il cropettu, il corpetto nero in orbace con la parte posteriore in cotone verde, è a doppio petto con colletto arrotondato e due taschini per parte.
I cratzonis, i calzoni bianchi in cotone, scendono a metà polpaccio e si indossano infilati nelle ghette. Su di essi si porta il cratzonis de arroda, il gonnellino nero in orbace plissettato e bordato con velluto nero, che unisce pannello anteriore e posteriore con una striscia passante sotto il cavallo. Le ghettas, le ghette nere in orbace, sono rifinite con bordatura di velluto azzurro al ginocchio e di velluto nero nella parte inferiore; si fermano con una fettuccia blu sotto il ginocchio e una fettuccia di cotone sotto la scarpa.
Tessuti principali
Cotone, Broccato, Seta, Orbace
Occasione
Feste religiose
Eventi a Furtei
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23–25 ottobre
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