Cenni storici e radici della tradizione
Gadoni, Adòni in sardo, è un comune della Barbagia di Belvì, in provincia di Nuoro, situato a 696 metri d’altitudine. Il territorio si estende dalla piana di Corongia fino alle gole del Flumendosa ai piedi del Gennargentu ed è ricco di testimonianze preistoriche e nuragiche legate alle antiche attività estrattive della miniera di rame di Funtana Raminosa, attiva sin dall’epoca nuragica e rimasta in funzione fino al 1980.
Abito femminile
L’abito festivo femminile di Gadoni, estiri de sa festa, si distingue per la vivace combinazione di verde e rosso. Sul capo si porta la scuffia, cuffia a sacco in seta rossa con nastro rosso cucito sul bordo che si annoda dietro la nuca; sopra si indossa il muccadori, fazzoletto quadrato bianco in tulle di cotone ricamato a motivi floreali, piegato a triangolo con i lembi incrociati sotto il mento. Sa camisa, la camicia bianca in cotone ricamata a intaglio sul petto, è lunga al ginocchio, plissettata su giromanica e polsini e chiusa al collo con due bottoni in filigrana d’oro fermati da un nastrino rosso. Il corpetto su cossu è in broccato verde a fiorami dorati, bordato con nastro in cotone operato rosso a motivi floreali policromi e allacciato sul davanti con un nastro rosso incrociato. Il giacchino su cipponi, in velluto verde bordato con fettuccia rossa e verde in raso e arricchito da passamaneria dorata, si indossa aperto sul davanti; le maniche presentano due aperture — sul davanti dal gomito al polso e all’esterno all’altezza del gomito — dalle quali fuoriesce la camicia, e sono chiuse poco sopra al polso da una fascia di cotone operato a motivi floreali.
Il sauzzu, la gonna in orbace rosso a sacco, è fermato in vita da due coppie di lacci e rifinito con cordoncino verde e cuciture gialle; presenta una balza in raso verde e una tasca cucita sul davanti. Sa fascadrogia, il grembiule in velluto verde lungo e stretto con la parte inferiore arrotondata, è interamente bordato con nastro in cotone operato a motivo floreale. Le migias, calze rosse in cotone, e le cazzolas, scarpe nere in pelle, completano l’abito.
L’abito giornaliero femminile è composto da fazzoletto nero in lana, camicia bianca in cotone, corpetto blu in broccato a fiorami policromi, giacchino nero in cotone operato a motivi vari viola, gonna nera in raso stampato e grembiule nero in cotone.
Abito maschile
L’abito giornaliero maschile di Gadoni presenta una sobria eleganza dominata dal nero e dal verde. La berritta longa, berretta in panno nero di forma tubolare con bordi arrotondati e lunga circa settanta centimetri, si indossa ripiegata su sé stessa. Sa camisa, la camicia bianca in cotone, è arricchita da pizzo sangallo su petto e polsini. Su cropettu, il gilet in velluto nero, è a doppio petto con due taschini laterali. Il giacchino su cipponi verde in velluto, rifinito con impunture in filo giallo e rosso, si indossa aperto sul davanti; le maniche hanno un’apertura interna all’altezza del gomito e sono chiuse ai polsi da tre bottoni. I caltzonis, calzoni bianchi in cotone lunghi a metà polpaccio, si indossano infilati nelle ghette. L’onnedda, il gonnellino in orbace nero bordato con velluto nero e lungo a metà coscia, è collegato da una sottile striscia di tessuto che passa sotto il cavallo dei pantaloni unendo la parte anteriore e posteriore. Le caltzas, ghette in orbace nero bordate con velluto nero, coprono il polpaccio terminando arrotondate e nascondendo parte delle scarpe; sono fermate sotto il ginocchio con lacci. La brentera, cintura in pelle marrone ricamata con filo rosso e verde, ha un’ampia tasca anteriore portaoggetti.