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Abito Tradizionale di Pabillonis

Provincia del Medio Campidano — Campidano di Cagliari

Cenni storici e radici della tradizione

Pabillonis, Pabillònis in sardo, è un comune del Campidano di Cagliari, in provincia del Medio Campidano, noto come sa bidda de is pingiadas, “il paese delle pentole”, per la sua storica tradizione della terracotta. Il nome deriva dal latino tardo papilio, -onis, “farfalla”, che indicava soprattutto la “tenda militare” o il “padiglione”: l’ipotesi più accreditata lo lega a un accampamento o a un presidio di guardia di epoca romana o giudicale, quando la zona era a ridosso del confine tra i Giudicati di Arborea e di Cagliari. Dalla stessa radice vengono i termini sardi pabillone e pabunzone. Il territorio conserva i nuraghi di Santu Sciori, Nuraxi Fenu e Dom’e Campu. Nel Medioevo il paese apparteneva al Giudicato di Arborea, nella curatoria di Bonorzuli; dopo il 1420 passò al Marchesato di Oristano e dal 1478 agli Aragonesi.

Abito femminile

L’abito femminile qui descritto è quello da sposa, chiamato arrosigliu de seda. Sul capo si portano tre elementi sovrapposti: il turbanti (cuffia), rosso in cotone e a sacco, che raccoglie i capelli; il muccadori (fazzoletto), verde in seta operata e di forma quadrata; lo sciallettu (scialle), marrone in seta operata a fiorami blu, anch’esso quadrato. Fazzoletto e scialle si indossano piegati a triangolo, con i lembi liberi.

La camisa (camicia) è bianca in cotone, di fattura estremamente semplice e pieghettata sul petto. Il gipponi (giacchino) è marrone in seta operata a fiorami, sagomato e arricchito da passamaneria nera; si indossa fuori dalla gonna ed è chiuso sul davanti da gancetti.

La gunnedda (gonna) è marrone in seta operata a fiorami, interamente pieghettata a eccezione del pannello frontale coperto dal grembiule, e arricchita da nastri di velluto marrone e da una balza in pizzo marrone. La fascadroxa (grembiule) è marrone in seta, con nastri di velluto marrone e bordata di pizzo marrone.

Abito maschile

L’abito maschile festivo si compone della berritta (berretta), nera in orbace, di forma tubolare con bordi arrotondati e lunga circa trenta centimetri, che si indossa lasciata ricadere a un lato del capo. La camisa (camicia) è bianca in cotone, con colletto, petto e polsini ricamati; bottoni in lamina e filigrana d’argento chiudono il colletto. Il cropettu (corpetto) è nero in orbace, a doppio petto e bordato di velluto nero.

I cratzonis (calzoni) sono bianchi in cotone, lunghi a metà polpaccio, e si indossano infilati nelle ghette. Sopra si porta il gonnellino, nero in orbace, pieghettato e bordato di velluto, lungo a metà coscia: una sottile striscia di tessuto ne unisce la parte anteriore e quella posteriore passando sotto il cavallo dei pantaloni. Le cratzas (ghette) sono nere in orbace: coprono il polpaccio e terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe, fermate con un laccio sotto il ginocchio.

Tessuti principali

Seta, Cotone, Velluto, Orbace

Occasione

Matrimonio (abito femminile da sposa); feste (abito maschile festivo)