Cenni storici e radici della tradizione
Pattada, Patàda in logudorese e Pathàda in barbaricino, è un comune del Monteacuto in provincia di Sassari. Il nome deriverebbe da un vocabolo sardo che descrive una zona pianeggiante o un altipiano panoramico. Nel Medioevo il centro veniva citato nei documenti antichi con varianti come Paszada, Bossada o Possata. Il paese è rinomato in Sardegna e nel mondo per la produzione del coltello a serramanico noto come sa resolza, la cui lama a foglia di mirto è considerata un’eccellenza dell’artigianato isolano.
Abito femminile
L’abito femminile festivo, noto come su corittu, risale ai primi decenni del Novecento e si distingue per la vivacità cromatica e la ricchezza dei materiali. Il capo è composto da due fazzoletti sovrapposti: il muccaloru ’e sutta, bianco in cotone e di forma triangolare, raccoglie i capelli e si annoda dietro la nuca rimanendo coperto dallo scialle; il muccaloru, beige in seta operata e di forma quadrata, è arricchito da frange applicate ai bordi, viene indossato piegato a triangolo, incornicia il viso e i lembi ricadono ai lati del capo.
La camisgia (camicia) è bianca in cotone, con ricami su petto e scollo; bottoni in filigrana d’oro chiudono lo scollo. Il corittu (giacchino) è rosso in panno, con le maniche rivestite di broccato blu a fiorami policromi e arricchite da passamaneria; è un coprispalle di ridotte dimensioni, privo di abbottonatura, indossato sotto il bustino. L’imbustu (corpetto) è rosso in broccato a fiorami policromi, bordato con velluto rosso e interamente rivestito da canutiglia dorata; è composto da due parti simmetriche unite da un’allacciatura fissa nella parte posteriore, irrigidito da una struttura di stecche di giunco. Una serie di alette rigide nella parte inferiore forma la baschina; termina con due punte rigide sul davanti coperte dalla gonna ed è allacciato sul davanti con un nastro rosso. Il muccaloru ’e palas (fazzoletto copriseno) è viola in seta operata, di forma quadrata; si indossa piegato a triangolo, con i lembi fermati alla gonna.
L’unnedda (gonna) è nera in panno, interamente pieghettata a eccezione del pannello frontale coperto dal grembiule; è impreziosita da una balza in seta gialla stampata rifinita da passamaneria gialla e da ricami fatti a mano a motivi floreali policromi. La pieghettatura, fitta fino a metà gonna, si allarga nella parte inferiore. La falda (grembiule) è gialla in seta stampata.
Abito maschile
L’abito maschile giornaliero si compone di: l’entone (camicia), bianca in cotone, di fattura estremamente semplice e pieghettata sul petto; il cosse (corpetto) in velluto, a doppio petto; il cappotteddu (cappotto corto), nero in orbace, con cappuccio e lungo alla vita, rifinito internamente e nei polsi in velluto nero, con due tasche laterali esterne e una interna. I caltzones (pantaloni) sono neri in orbace, di forma tubolare e chiusi con un bottone sul davanti. La chintolza (cintura) è marrone in pelle, con ricami.
Tessuti principali
Broccato, Seta, Panno, Orbace, Velluto, Cotone
Occasione
Feste religiose, sfilate folcloristiche
Eventi
-
28–29 agosto
Santa Sabina Scopri