Cenni storici e radici della tradizione
Pimentel, Pramantellu o Pramantèllu in sardo, è un comune della Trexenta, in provincia di Cagliari. L’origine del toponimo è incerta: secondo l’ipotesi principale deriverebbe dalla famiglia nobiliare spagnola Pimentel, alla quale il territorio appartenne come feudo e che annoverava anche un vicerè di Sardegna, don Girolamo Pimentel. Abitata già in epoca prenuragica e nuragica, come testimoniano le domus de janas di S’Acqua Salida o Pranu Efis, nel Medioevo l’area faceva parte della curatoria della Trexenta nel Giudicato di Cagliari; passata agli Aragonesi nel 1324, fu poi unita alla contea di Villasor e riscattata nel 1839 con l’abolizione del feudalesimo. Una curiosità: dal 1936 al 1946 Pimentel perse l’autonomia e fu accorpato al vicino comune di Samatzai. Nel suo stemma due leoni d’oro reggono un medaglione azzurro con la lettera P.
Abito femminile
L’abito femminile giornaliero ha il capo coperto dallo sciallu, lo scialle nero in tibet di forma quadrata, ricamato a mano a motivi floreali policromi e arricchito da frange applicate ai bordi: si indossa piegato a triangolo, con i lembi liberi. Sa camisa, la camicia bianca in cotone, è pieghettata sul petto e ha il pizzo applicato su colletto, petto e polsini. Sopra si porta su cossu, il corpetto azzurro in broccato a fiorami color oro e rosa, bordato con nastro di raso color magenta e chiuso sul davanti con gancetti. Sa gunnedda, la gonna in cotone a righe rosse e blu (bordau), è interamente pieghettata tranne il pannello frontale coperto dal grembiule, con una stretta balza in velluto nero, ed è bordata con fettuccia di cotone verde. Completa l’abito su davantagliu, il grembiule nero in lana lungo al ginocchio, ricamato nella parte inferiore a motivi floreali policromi e bordato con pizzo nero.
Abito maschile
L’abito maschile giornaliero, detto bistiri de sa di de avattu, si apre con sa barritta, la berretta nera in panno di forma tubolare e con i bordi arrotondati, lunga circa sessanta centimetri e lasciata ricadere su una spalla. Sa camisa, la camicia bianca in cotone, è pieghettata e ricamata sul petto, con ricami anche su colletto e polsini, chiusi da bottoni in lamina e filigrana d’oro. Su cropettu, il corpetto nero in panno a doppio petto, ha un taschino per parte ed è bordato con fettuccia rossa. I calzoni, is mutandonis, sono bianchi in cotone, lunghi a metà polpaccio e infilati nelle ghette. Sopra si porta is cratzonis de arroda, il gonnellino nero in panno pieghettato e bordato con fettuccia rossa, lungo a metà coscia: una sottile striscia di tessuto ne unisce la parte anteriore e quella posteriore passando sotto il cavallo dei pantaloni. Chiudono l’abito is ghettas, le ghette nere in panno con risvolto superiore bordato di rosso, che coprono il polpaccio e terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe, fermate con un laccio sotto il ginocchio.
Tessuti principali
Tibet, Broccato, Cotone, Velluto, Lana, Panno
Occasione
Abito giornaliero
Eventi a Pimentel
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4–8 settembre
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