Cenni storici e radici della tradizione
Sassari, Tattàri in sardo, è il principale capoluogo del nord della Sardegna e la seconda città dell’isola. Il nome, attestato nei documenti medievali a partire dal 1113 nella forma Thathari, ha un’origine ancora dibattuta tra i linguisti: si ipotizza che possa derivare da un’antica radice indicante i ciottoli dei ruscelli locali, oppure dal termine tataroju, legato a una pianta selvatica tipicamente diffusa nella zona. Capoluogo di provincia, sede universitaria e polo culturale del nord Sardegna, la città porta ancora nel suo abbigliamento festivo i segni della forte impronta iberica maturata sotto la dominazione aragonese e spagnola.
Abito femminile
L’abito da gala femminile di Sassari è tra i più elaborati del nord Sardegna. La caretta è una cuffia rossa in seta che raccoglie i capelli; sopra si dispone il muccaloru di capu, un velo in pizzo di tulle ricamato a mano con motivi floreali. La camisgia (camicia) è in cotone bianco con pizzo applicato realizzato all’uncinetto. Il cossu (corpetto) è in broccato beige. Il corittu (giacchino) è in velluto rosso a doppio petto, bordato con velluto nero e arricchito sulle maniche da cinque bottoni in oro per parte. La faldetta (gonna) è in velluto bordeaux bordata con passamaneria in velluto nero. Il panneddu (grembiule) è in tulle di cotone bordato con filet francese.
Abito maschile
L’abito festivo da possidente comprende la berritta a becciu (berretta rossa in panno), la camisgia (camicia bianca in cotone), il corittu (giacchino rosso in panno), calzoni bianchi in cotone, le ragas (gonnellino nero in orbace) e i calzetti (ghette nere in orbace).
L’abito giornaliero è stato ricostruito e si distingue per la sopravveste in pelle nota come lu cugliettu. A documentarne l’uso storico concorrono numerose testimonianze iconografiche: l’Imurza Sassarese e Sassaresi alle lattughe di Cominotti, l’Uomo di Sassari della collezione Luzzietti, le Antiche fogge sassaresi di Simone Manca di Mores e lo Zappatore sassarese di Baldassarre Luciano.
Tessuti principali
Velluto, Broccato, Cotone, Tulle, Orbace, Pelle
Occasione
Feste religiose, vita quotidiana, sfilate folcloristiche