Cenni storici e radici della tradizione
Bonnanaro, Bunnànnaru in sardo, è un comune del Meilogu, in provincia di Sassari. Sorge nella vallata tra il monte Pelau e il monte Arana e deve la sua fama, in parte, all’aver dato il nome a un’importante civiltà del Bronzo antico: la cultura di Bonnanaro, le cui prime tracce furono scoperte nel 1889 nella necropoli di Corona Moltana. Il villaggio, di probabile origine paleosarda o prelatina, era conosciuto nel Medioevo dapprima come Gunar e poi come Gunnanor: il toponimo è stato interpretato come riferimento ai «luoghi abitati sulla collina», oppure come nome di una pianta locale o radice del mondo agro-pastorale sardo.
Abito femminile
Nell’abito da sposa il capo è coperto dal Velu, il velo bianco in tulle di forma quadrata e ricamato a motivi floreali, indossato con i lembi liberi e fermato all’acconciatura con una spilla. La Camija, la camicia bianca in cotone, ha la pettorina ricamata a motivo floreale a punto pieno e punto rodi. L’Imbustu, il bustino beige chiaro in seta arricchito da ricami in filo di seta, è irrigidito da stecche in ferro sul davanti e, nel resto del busto, in giunco — giuncu masciu — o in palma nana — prammitu; nella parte inferiore, nascosta dalla gonna, una serie di alette forma la baschina; è allacciato sul davanti con nastri di cotone rosso. Il Corittu, il giacchino rosso in velluto, è arricchito da ricami policromi a motivo floreale in filo di seta; coprispalle di ridotte dimensioni, lascia in vista il bustino e, privo di allacciatura, ha le maniche con uno spacco dietro il polso rifinito con filo di lana grezza; all’avambraccio sono ricamate numerose asole alle quali sono applicati sei o più bottoni in filigrana d’argento, sa buttonera. La Munnedda, la gonna rossa in panno, è interamente plissettata ad esclusione del pannello frontale coperto dal grembiule; bordata con nastro di velluto nero, ha una piccola balza in pizzo nero. La Fallita, il grembiule in seta damascata nera, è bordato con pizzo nero e arricchito da ricami policromi a motivo floreale nella parte inferiore; è fermato con un ampio fiocco.
Nell’abito festivo da nubile il Velu, il velo bianco in tulle quadrato con ricami a motivo floreale, si indossa con i lembi liberi e fermato all’acconciatura con due spille, coprendo completamente il busto. La Camija, la camicia bianca in cotone, è ricamata sul petto a motivi floreali e rifinita con pizzo. L’Imbustu, il corpetto beige in broccato a fiorami policromi, è arricchito da trine nere; anch’esso irrigidito con stecche in ferro sul davanti e con giuncu masciu o prammitu nel resto del busto, ha la baschina sul fondo e si allaccia sul davanti con nastri di seta, cotone e lana. Il Corittu, il giacchino verde in velluto, è bordato con filo d’oro e arricchito da ricami policromi a motivo floreale in filo di seta; privo di allacciatura, ha le maniche con uno spacco dal gomito al polso con applicate frange di filo verde, viola e senape; all’avambraccio sono ricamate numerose asole con sei bottoni in filigrana d’argento, sa buttonera. La Munnedda, la gonna viola in panno, è interamente plissettata ad esclusione del pannello frontale; bordata con velluto nero, ha due balze in pizzo nero. La Fallita, il grembiule nero in cotone, è orlato con filo rosa e arricchito da ricami policromi a motivo floreale nella parte inferiore.
L’abito giornaliero è composto da un fazzoletto color senape in cotone, dalla Camija, la camicia bianca in cotone, e da un bustino beige in broccato ricamato a mano a motivi floreali policromi. La gonna, sa tunica groga, è in orbace giallo, bordata con nastro di velluto marrone e arricchita da una piccola balza; completa l’abito un grembiule marrone in seta damascata.
Abito maschile
La Berritta, la berretta nera in panno di forma tubolare con bordi arrotondati, lunga circa quaranta centimetri, si indossa facendola ricadere a un lato del capo. Il Bentone, la camicia bianca in tela, è pieghettato sul petto e chiuso con bottoni in madreperla. Il Cosso, il corpetto nero in velluto con parte posteriore in cotone grigio, ha scollo tondo e chiusura a doppio petto. I Caltzones, i calzoni bianchi in cotone, ampi e lunghi a metà polpaccio, si indossano infilati nelle ghette. Le Ragas, il gonnellino nero in orbace, sono plissettate in vita e lunghe a metà coscia; una sottile striscia di tessuto, sa latranga, unisce la parte anteriore e posteriore passando sotto il cavallo dei pantaloni. Le Caltzas, le ghette nere in orbace, coprono il polpaccio e terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe; sono fermate sotto il ginocchio con un laccio. La Chintolza è la cintura marrone in cuoio.
Tessuti principali
Velluto, Panno, Seta, Orbace
Occasione
Abito festivo
Eventi a Bonnanaro
-
23–26 luglio
Santa Barbara Vai →