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Abito Tradizionale di Cagliari

Provincia di Cagliari — Campidano di Cagliari

Cenni storici e radici della tradizione

Cagliari, Casteddu in campidanese — termine che significa letteralmente «castello» —, è il capoluogo della Sardegna, affacciata sulla costa meridionale con vista sul Golfo degli Angeli. Il nome deriva dal latino Caralis o dal plurale Carales usato dai Romani, a sua volta mutuato dai fenici che la chiamavano Krly. Città millenaria e crocevia commerciale del Mediterraneo occidentale, questa stratificata storia si riflette nella straordinaria varietà del suo abito tradizionale, che cambia a seconda del ceto sociale, dell’occasione e del sesso di chi lo indossa. Questo abito viene esibito nella sua forma più grandiosa durante la Processione di Sant’Efisio, il 1° maggio.

Abito femminile

Il bistiri de panettera, l’abito di gala e da sposa delle panettiere, è la variante più sontuosa. Sul capo si porta su cambusciu, una cuffia nera in filo di cotone lucido lavorata ai ferri a pibionis, di chiara influenza spagnola. Sopra si drapa sa mantiglia arranda ‘e pratta, un ampio manto rosso in panno bordato con trina di fili d’argento di foggia maiorchina, con punta arrotondata, lembi lunghi al ginocchio e bordatura interna in seta azzurra.

Il busto comprende sa camisa, una camicia di cotone a manica tre quarti, e su gipponi, un giubbino di raso nero con scollatura quadrata e maniche bordate di velluto, allacciato sul davanti con nastro incrociato. Sulle spalle si adagia su muccadori ‘a perra, uno scialletto triangolare in seta operata beige e fucsia con frange, incrociato sul petto e fissato alla gonna; su di esso si appuntano i gioielli. Le spose lo indossavano bianco in tulle ricamato. La gonna è composta da sa fordetta de asutta, sottogonna di cotone bianco ricamato con pizzo sangallo, e da su guardapè, la gonna in raso di seta azzurro pieghettata, coperta da su deventali, il grembiule in tulle ricamato a mano. Ai piedi, sas migias bianche e sas crapittas nere rivestite di raso azzurro.

I gioielli dell’abito da gala: sas arreccadas a mura, orecchini in oro e perle scaramazze a tre elementi (una rosa, un pendente a fiocco sa palia e una mora di gelso); sa broscia, una spilla d’oro da nastrino di velluto; s’arrosariu, un rosario in argento e granati con fiocco e patena.

Il bistiri de andiana, l’abito giornaliero, è più sobrio. Sul capo si sovrappongono due fazzoletti: su muccadori ‘e conca, in seta color bronzo piegato a triangolo, e su muccadori mannu (o muccadori tanau), in cotone stampato color mattone con frange. Il busto comprende la camicia bianca a manica lunga, su gipponi in rasatello nero e su muccadori ‘a perra viola e verde in seta stampata. La gonna andiana indorada è in cotone stampato a fiorami dorati, abbinata a un grembiule nero in cotone stampato.

Il bistiri ‘e seda, l’abito festivo da mezza gala, si indossa per le occasioni importanti in alternativa all’abito con la mantiglia, sostituita da uno scialle verde e viola in seta operata annodato sotto il mento. Il busto è analogo all’abito da gala: cuffia nera in filo di cotone, camicia bianca a manica lunga, su gipponi nero con tre bottoni d’argento sulla manica, scialletto verde e giallo in seta operata. La gonna è in seta operata viola, il grembiule verde in seta operata.

I gioielli di questa variante comprendono sa cannacca ‘e bentu, una collana in oro con vaghi vuoti — detta «d’aria» perché i vaghi sono cavi —, accompagnata dagli stessi orecchini e spilla dell’abito da gala.

Abito maschile

La vocazione al commercio e alla pesca ha sempre caratterizzato Cagliari, e questo si riflette nei tre abiti maschili tradizionali, legati alle professioni storiche della città.

Il bistiri ‘e piscadori, l’abito festivo da pescatore, è il più elaborato. Sul capo si porta sa berritta a piberoni, una berretta rossa in panno di forma tubolare lunga circa un metro, portata a cilindro. La camicia bianca ha colletto e polsini ricamati, chiusi da bottoni in filigrana d’oro. Sopra si indossa su corpettu, un gilet grigio in seta operata a righe, e sa gianchetta, una giacchetta blu a doppio petto con cinque bottoni in metallo sui polsini. I pantaloni sas cartzonis sono in panno rosso; in vita, sa lazzada, una fusciacca azzurra in raso con frange di seta.

Il bistiri de ortolanu comprende: fazzoletto rosso in cotone stampato legato alla nuca, cappello nero a tese larghe (su sombreri), camicia bianca, corpetto rosso in panno bordato con seta nera, giacca nera lunga alla vita, calzoni bianchi, gonnellino nero in panno, ghette nere e cintura in cuoio rivestita di velluto bordeaux con ricami floreali policromi.

Il bistiri de su carradori, indossato dal carrettiere che ancora oggi traina il cocchio di Sant’Efisio nel corteo del Primo Maggio, comprende: berretta rossa in panno, camicia bianca, corpetto rosso bordato con seta nera, calzoni bianchi (mudandas), gonnellino nero (arrodinu o cratzonis de arroda), ghette nere (cratzas) e cintura in cuoio rivestita di velluto bordeaux con ricami floreali.

Tessuti principali

Seta, Raso, Panno

Occasione

Processione di Sant’Efisio (1° maggio)

Eventi

  • 1° maggio
    Processione di Sant’Efisio Scopri

I Balli Tradizionali di Cagliari

Ballittu

Danza di coppia campidanese dal passo elegante e cadenzato, tra le più antiche del repertorio folkloristico di Cagliari.

Ballittu di Cagliari – anteprima video YouTube

Ballu e sa cruxi e Ballu de is muccadoris (accompagnamento a solittu)

Due varianti del ballo campidanese che uniscono gesti rituali e movimento circolare, tipiche della tradizione di Cagliari.

Ballu e sa cruxi e Ballu de is muccadoris di Cagliari – anteprima video YouTube

Ballu e sa Cruxi

Ballo a croce della tradizione campidanese di Cagliari, caratterizzato dall'intreccio dei danzatori intorno a un punto centrale.

Ballu e sa Cruxi di Cagliari – anteprima video YouTube