Home  /  Comuni  /  Decimoputzu

Abito Tradizionale di Decimoputzu

Provincia di Cagliari — Gippi

Cenni storici e radici della tradizione

Decimoputzu, Deximeputzu in sardo, è un comune del Gippi, in provincia di Cagliari, situato nella pianura del Campidano a circa diciotto chilometri a ovest del capoluogo. Il nome unisce due radici: Decimo, dal latino Ad Decimum milliarium — la distanza di dieci miglia romane dall’antica città di Caralis (Cagliari) — e putzu, termine sardo che significa "pozzo", a ricordo dei numerosi pozzi e fonti d’acqua che scandivano il territorio. Questa doppia origine rivela la natura del sito: crocevia viario d’età romana e punto di rifornimento idrico lungo la via consolare verso il Sulcis.

Nella fertile pianura campidanese il paese ha sviluppato una solida tradizione agricola, rimasta viva nel tessuto delle feste comunitarie. In settembre i festeggiamenti in onore del santo patrono San Basilio Magno animano il paese con processioni e sfilate di gruppi folk in abito tradizionale; in ottobre la sagra Beni Benius porta in piazza artigianato locale, mercato contadino e musica. In entrambe le occasioni l’abito tradizionale del Gippi è protagonista, con i suoi colori intensi e le sue ricche decorazioni a ricamo.

Abito femminile

Sul capo si porta lo scialle (muccadori), in seta nera con ampi motivi floreali viola e lunghe frange viola, appoggiato sul capo e sulle spalle con i lembi lasciati liberi; sotto lo scialle si intravede la cuffia (berritta) in tessuto rosso granata. La camicia (camisa) è bianca in cotone, con scollatura liscia. Il corpetto (cossu) è in panno scuro con ricami dorati lungo i bordi e motivo damascato laterale, abbottonato al centro sul davanti. La gonna (gunnedda) è in panno a sottili strisce rosse con righe nere e blu scuro e orlo verde scuro. Sul davanti si porta il grembiule (davantali), in cotone nero, impreziosito da ricami floreali policromi — fiori rossi, blu, rosa, bianchi, verdi e spighe di grano dorate — con bordo in pizzo nero. Completano l’abito scarpe scure e un collarino nero con pendente.

Abito maschile

Il cappello è grigio a tesa media, tipo borsalino. La camicia (camisa) è bianca in cotone, con colletto alla coreana e ampie maniche arricciate ai polsi. Il gilet (giupponi) è in panno nero, abbottonato al centro con bottoni argentati; due ornamenti d’argento uniti da una catenella ne decorano il colletto. Sopra si porta la mantellina (manta) scura, aperta, bordata con fasce decorative verdi e dorate. La cintura (tzinta) è in cuoio marrone chiaro. Le ragas sono calzoni corti in panno nero arricciati, portati sopra i caltzones in tela bianca che arrivano sotto il ginocchio. Le ghette (cartzas) in panno nero coprono il polpaccio e terminano sopra le scarpe nere chiuse.

Tessuti principali

Seta, Panno, Cotone, Lana

Occasione

Abito festivo

Eventi a Decimoputzu

  • San Basilio Magno Vai →
    11–15 settembre
  • Beni Benius Vai →
    4 ottobre