Cenni storici e radici della tradizione
Dolianova, Patiolla in sardo, è un comune del Parteolla, in provincia del Sud Sardegna. Le origini del nome sono incerte: si ritiene possa derivare dal latino Pars Olea — luogo dell’olio e degli ulivi — oppure da Dolia, i recipienti di terracotta usati per la conservazione delle derrate agricole. Il comune attuale nacque il 25 giugno 1905 dalla fusione dei due antichi borghi di San Pantaleo e Sicci, che conservano ancora oggi le rispettive chiese patronali: la splendida cattedrale romanica di San Pantaleo, tra i più begli esempi di architettura medievale della Sardegna meridionale, e la parrocchiale di San Biagio a Sicci. Il territorio, oggi noto per l’importante produzione vinicola del Parteolla, ha una lunga tradizione agricola legata alla coltivazione dell’ulivo e della vite.
Abito femminile
Il capo è coperto da su turbanti, il fazzoletto rosso in cotone di forma triangolare che raccoglie i capelli e si annoda dietro la nuca. Sopra si porta su velu, il velo bianco in tulle di forma quadrata, piegato a triangolo con i lembi liberi: ricamato a mano e con il bordo smerlato, è fermato al fazzoletto con spilloni.
Sa camisa, la camicia bianca in cotone, è lunga al polpaccio e presenta un vistoso pizzo applicato su scollo e polsini. Sopra si indossa su cossu, il corpetto giallo-ocra in broccato a fiorami, bordato con nastro nero in seta e velluto nero e arricchito da passamaneria nera, chiuso sul davanti con gancetti. Su panneddu, il fazzoletto nero in seta damascata di forma quadrata, si ferma al corpetto coprendo parte della camicia e serve per appuntare i gioielli. Completa il busto su gipponi, il giacchino color arancio scuro in velluto, con ampia scollatura e bordato con passamaneria dorata: le maniche sono a tre quarti e la chiusura sul davanti avviene con gancetti.
La gonna, sa munnedda, è rossa in panno, a pieghe, con un’ampia balza in broccato giallo-ocra bordata con passamaneria dorata. Sopra si porta su pannu ’e ananti, il grembiule giallo-ocra in broccato a fiorami, bordato con passamaneria dorata e lungo al ginocchio.
Abito maschile
In testa si porta sa berritta, il copricapo nero in panno, di forma tubolare con i bordi arrotondati e lungo circa cinquanta centimetri, fermato al capo da un fazzoletto rosso in cotone stampato che cinge la fronte e si annoda dietro la nuca.
Sa camisa, la camicia bianca in cotone, presenta ricami su colletto, petto e polsini. Sopra si indossa su corpettu, il corpetto rosso in velluto con la parte posteriore in velluto nero, bordato con cordoncino dorato.
I pantaloni, sas mudandas, sono bianchi in lino e lunghi a metà polpaccio, indossati infilati nelle ghette. Sopra si porta s’arrodeddu, il gonnellino nero in orbace, plissettato in vita e lungo a metà coscia, la cui parte anteriore e posteriore sono unite da una sottile striscia di tessuto che passa sotto il cavallo dei pantaloni. Completano l’abito sas ghettas, le ghette nere in panno bordate con velluto, che coprono il polpaccio e terminano arrotondate, nascondendo parte delle scarpe.
Gioielli e Accessori
Sa cannacca a follasa, la collana a foglie in oro, arricchisce l’abito femminile.
Tessuti principali
Broccato, Velluto, Orbace
Occasione
Abito festivo
Eventi
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21 agosto – 6 settembre
Sa Festa manna de Santu Brai Scopri