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Abito Tradizionale di Nuoro

Provincia di Nuoro — Barbagia di Nuoro

Cenni storici e radici della tradizione

Nuoro, Nùgoro in sardo, è il capoluogo della Barbagia di Nuoro e della provincia omonima. Secondo gli studi linguistici, il nome antico Nugoro deriva da una radice indoeuropea o paleosarda che significa “ai piedi di”, in riferimento alla posizione del centro urbano proprio sotto il Monte Ortobene. Città di Grazia Deledda, che nel 1926 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, Nuoro ospita il Museo delle Tradizioni Popolari Sarde — una delle più importanti raccolte di abbigliamento tradizionale dell’isola — ed è sede della Sagra del Redentore, che ogni agosto richiama in città centinaia di gruppi in abiti tradizionali da tutta la Sardegna.

Abito femminile

L’abito femminile tradizionale di Nuoro è il bestire de isposa, l’abito da sposa indossato nelle occasioni più solenni. Sul capo si porta la benda: una striscia rettangolare in lino bianco, larga circa trenta centimetri e lunga circa un metro, che incornicia il viso passando sotto il mento; un lembo viene fermato con una spilla a un lato del capo, mentre l’altro ricade libero sulla spalla destra.

Sotto la camicia si indossa una fascia bianca in cotone che fascia il petto e si allaccia nella parte posteriore con due lacci, arricchita da pizzo applicato sul davanti. La camisa (camicia) è in cotone bianco con applicazioni di pizzo fatto a mano su collo, polsini e abbottonatura. Fittamente pieghettata sul davanti, ha l’ampiezza del tessuto ridotta da una plissettatura ricamata a motivi stilizzati e geometrici, s’incoradura; lo scollo è chiuso con due bottoni in filigrana d’oro, e alla camicia vengono appuntate diverse spille e amuleti portafortuna.

Lo zippone (giacchino) è in velluto rosso vinaccia, sagomato e bordato con fettuccia di seta magenta. La parte posteriore presenta un inserto di tessuto che, raccolto in un gruppo di pieghe, forma un’aletta scampanata. Le maniche hanno due grandi aperture: una interna dall’ascella al gomito e una esterna dal gomito al polso, dalle quali fuoriesce la camicia. La fodera è in velluto blu; a fine manica sono cucite grandi asole dalle quali pendono dieci bottoni in filigrana d’argento brunito.

La pala ‘a supra (corpetto) è in seta bianca, interamente ricamata a motivi floreali policromi con canutiglia dorata, paillettes e pietre dure. Bordata con fettuccia rossa e arricchita da passamaneria verde e oro in cotone, porta due coccarde rosse applicate nella parte posteriore. Composta da tre parti unite alla schiena da un’allacciatura fissa, è foderata con cotone a quadretti bianchi e blu e chiusa sul davanti con un gancetto.

La tunica (gonna) è in orbace marrone, con una fitta plissettatura che fascia vita e bacino e dalla quale partono pieghe più ampie. Presenta un’ampia balza in seta rossa e, nella parte anteriore, due aperture longitudinali, sas masculas, attraverso cui si accede a una tasca interna; le aperture sono rifinite con velluto blu, ricamate con canutiglia dorata e bordate con una sottile passamaneria a roselline. Il franda (grembiule) è in panno nero, interamente bordato con fettuccia in raso viola, fittamente plissettato in vita e ricamato a motivi floreali e geometrici policromi in filo di seta; la parte superiore presenta finte tasche su una fascia di velluto viola impunturata in giallo, mentre la parte inferiore è decorata da un’ampia balza finemente ricamata a motivi prevalentemente geometrici. La chintorja (cintura) dorata in broccato cinge la vita ed è indossata sopra giacchino e corpetto per nascondere le chiusure. Accessorio tipico è lo spuligadentes (nettadenti), in filigrana d’argento brunito.

Abito maschile

L’abito maschile giornaliero si compone di berritta, una berretta nera in panno di forma tubolare con bordi arrotondati, lunga circa sessanta centimetri e indossata lasciandola ricadere dietro il capo. Il ghentone (camicia) è in cotone bianco con colletto e polsini ricamati; l’ampiezza del tessuto è ridotta da una plissettatura su colletto e polsini, e il colletto è chiuso da bottoni in lamina e filigrana d’oro.

Lo zippone (giacchino) è in panno rosso, rivestito in velluto blu e bordato con fettuccia rossa in raso. Ha scollo tondo e maniche con due aperture — dall’ascella al gomito e dal gomito al polso — dalle quali fuoriesce la camicia; nella parte finale della manica sono ricamate sei asole.

I cartzones (calzoni) sono in cotone bianco, lunghi a metà polpaccio, e si indossano infilati nelle ghette. Le ragas (gonnellino) in orbace nero, pieghettate e bordate con panno rosso, sono lunghe a metà coscia; una sottile striscia di tessuto unisce la parte anteriore e quella posteriore, passando sotto il cavallo dei pantaloni. Le mesas cartzas (ghette) in orbace nero sono bordate con panno rosso nella parte inferiore, coprono il polpaccio e terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe; sono fermate sotto il ginocchio con un legaccio. Le cusinzos (scarpe) sono nere in pelle, tipo scarponcino, chiuse sul davanti da lacci. La chintoria (cintura) è nera in pelle con profili rossi.

Tessuti principali

Velluto, Orbace, Seta, Cotone, Panno

Occasione

Cerimoniale, da sposa

Eventi

  • 23 agosto
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  • 10–11 ottobre
    Autunno in Barbagia a Lollove Scopri
  • 14–15 novembre
    Autunno in Barbagia Scopri

I Balli Tradizionali di Nuoro

Nugoresu (accompagnamento a organetto)

Ballo di gruppo in fila aperta tipico della Barbagia di Nuoro, accompagnato dall’organetto diatonico.

Nugoresu di Nuoro (organetto) – anteprima video YouTube

Nugoresu (accompagnamento a tenore)

Stessa forma del Nugoresu, qui eseguita con l’accompagnamento del canto a tenore, patrimonio immateriale UNESCO.

Nugoresu di Nuoro (tenore) – anteprima video YouTube

Dillu

Ballo tipico di Nuoro, eseguito in forma di ronda con passi cadenzati, generalmente accompagnato dall’organetto.

Dillu di Nuoro – anteprima video YouTube