Cenni storici e radici della tradizione
Ottana, Otzàna in sardo, è un comune del Dore, in provincia di Nuoro. Il nome del paese deriva dal prediale latino (villa) Ottiana, che indica la “tenuta di Ottio” (Ottius), e il paese era noto anticamente come Othana, importante centro agricolo romano per la produzione di grano. La cattedrale romanica di San Nicola, eretta tra il 1140 e il 1160, conserva il celebre Polittico di Mariano IV d’Arborea del 1344. Ottana è celebre in tutta la Sardegna per il carnevale dei Boes e Merdules, una delle maschere tradizionali più antiche dell’isola.
Abito femminile
L’abito festivo femminile di Ottana è composto da numerosi capi caratteristici. Sul capo si porta il muccadore gremulau, lo scialle di forma quadrata in seta operata a fiorami nei toni del nero e del viola, con frange applicate ai bordi; si indossa piegato a triangolo con i lembi liberi.
Alla base si indossa la drossette, la canottiera bianca in cotone con ricami allo scollo. Sopra si porta la camisa, la camicia bianca in cotone con ricami su colletto, petto e polsini che si aprono a ventaglio; lunga alla vita, è chiusa al collo da due bottoni in filigrana d’oro. Il cosso, il corpetto in velluto operato a fiorami nei toni del nero e fucsia su fondo viola, si allaccia sul davanti con un nastro rosa incrociato. Lo zippone, il giacchino corto in seta operata a fiorami nera, è bordato di seta viola e arricchito da nastri neri in cotone operato a fiorami policromi; le maniche presentano due aperture — una interna dall’ascella al gomito e una esterna dal gomito al polso — da cui fuoriesce la camicia. Si chiude ai polsi con bottoni in filigrana d’argento.
La veste, la gonna nera in panno, è interamente pieghettata ad eccezione del pannello frontale coperto dal grembiule; reca una balza in velluto operato a fiorami nei toni del nero e fucsia su fondo viola e una seconda balza in cotone operato a fiorami policromi. La farda, il grembiule, è in raso operato a fiorami nei toni del nero e del blu.
Abito maschile
Sa berritta, la berretta nera in panno di forma tubolare con bordi arrotondati e lunga circa 60 cm, si indossa ripiegata su sé stessa. Su ghentone, la camicia bianca in cotone, è pieghettata e ricamata sul petto con ricami anche su colletto e polsini. Il cropette, il corpetto nero in panno, si chiude con un’abbottonatura laterale; su di esso si porta il peddes, il gilet nero in panno bordato di panno marrone e ricamato.
I cartzones, i calzoni bianchi in cotone lunghi a metà polpaccio, si infilano nelle mesas cartzas, le ghette nere in panno con risvolto superiore e bordate di velluto nero nella parte inferiore; queste coprono il polpaccio, terminano arrotondate nascondendo parte delle scarpe e sono fermate da un laccio sotto il ginocchio. Le cartzas, il gonnellino nero in panno pieghettato e bordato di velluto nero lungo a metà coscia, presentano una sottile striscia di tessuto che unisce la parte anteriore e posteriore passando sotto il cavallo dei calzoni. Completa l’abito la chintorza, la cintura in pelle marrone con profili in pelle rossa e ricami a intaglio.