Boes e Merdules di Ottana
I Boes e i Merdules sono le maschere tradizionali di Ottana, paese del centro Sardegna in provincia di Nuoro, e sono tra le figure più arcaiche del carnevale sardo. La loro rappresentazione mette in scena il rapporto tra l’uomo e l’animale nel mondo agropastorale: i Boes, i buoi, sono creature selvagge e ribelli; i Merdules sono gli uomini che cercano di domarli e di guidarli. Accanto a loro compare Sa Filonzana, figura femminile legata al destino e allo scorrere della vita. Ogni anno le maschere fanno la loro prima uscita a metà gennaio con Sa Prima Essia, attorno al grande fuoco di Sant’Antonio Abate.
Sos Boes
I Boes sono riconoscibili per la maschera — detta caratza — che ne riproduce il muso bovino. Realizzata prevalentemente in pero selvatico, può essere arricchita da motivi ornamentali: il più celebre è il fiore della vita, simbolo di prosperità, speranza e buon auspicio. L’abbigliamento è completato da pelli di pecora bianca e da un pesante grappolo di campanacci portato a tracolla — detto Su Erru o Su Sonazos — che può superare i 30 kg di peso.
Sos Merdules
I Merdules, letteralmente i guardiani dei buoi, tentano di tenere a bada e dirigere i Boes durante tutta la sfilata. Anch’essi ricoperti di pelli di pecora — solitamente bianche, più raramente nere — indossano una caratza nera che ritrae il volto di un vecchio deforme e dalla bocca ghignante. Guidano i Boes con il bastone Su Matzuccu e cercano di addomesticarli tramite una fune di cuoio chiamata Sa Soca.
Sa Filonzana
Al corteo si affianca spesso l’inquietante figura di Sa Filonzana, unico personaggio femminile del carnevale sardo — interpretato in realtà da un uomo travestito, poiché alla donna era proibito partecipare a tali riti. Rappresenta un’anziana zoppa e gobba, vestita di nero, intenta a filare la lana. Il filo simboleggia la vita: Sa Filonzana minaccia di tagliarlo con le forbici davanti a chiunque non le offra da bere, spingendo così tutti a placarla in fretta. Il richiamo alle Parche romane — le Moire dei Greci — è esplicito.
Il rito e il calendario
Il carnevale di Ottana si apre a metà gennaio con Sa Prima Essia, la prima uscita rituale delle maschere attorno al grande fuoco di Sant’Antonio Abate, e prosegue fino ai giorni conclusivi del carnevale. Le maschere non sfilano in modo ordinato: i Boes avanzano scuotendo i campanacci, si ribellano e scartano di lato, mentre i Merdules li riconducono all’ordine con il bastone e la fune, in una pantomima che richiama la fatica del lavoro nei campi e il legame tra l’uomo e l’animale. Le caratzas di legno sono intagliate da artigiani locali, che tramandano tecniche e motivi decorativi di generazione in generazione. Boes e Merdules sfilano anche durante Autunno in Barbagia a Ottana e in molte feste dell’isola, accanto ad altre maschere della Barbagia come i Mamuthones di Mamoiada e i Thurpos di Orotelli.
Tipo
Trio di maschere rituali
Materiali
Pero selvatico, Pelli di pecora, Campanacci
Provenienza
Ottana (NU)
Colori dominanti
Bianco (Sos Boes), Nero (Sos Merdules, Sa Filonzana)